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24 gennaio 2014

M'è montata la scimmia.....



  

Nella tradizione popolare, la scimmia è spesso associata all'idea di qualcosa di brutto, di malefico, di pericoloso, come in modi di dire quali “brutta scimmia”, “cattivo come una scimmia”, “scimmia dispettosa” e simili. Altre volte la scimmia è legata all'idea della perdita del controllo su se stessi, in particolare nel caso dell'alcolismo che veniva un tempo considerato il peggiore e il più vergognoso dei vizi. L'abitudine al bere era molto diffusa e altrettanto vituperata, e forse per questo la fantasia popolare preferì vedere il bevitore come la vittima di una scimmia che gli stava appollaiata sulla spalla e lo pressava con il proprio bisogno d'alcol. Se l'ospite rifiutava di soddisfarlo, la scimmia si vendicava facendolo star male; secondo alcune versioni, graffiandogli il volto o strappandogli i capelli. La vendetta della scimmia andrebbe identificata con il disagio della crisi d'astinenza.
...

Ora, miei amici, compagni, fratelli centauri....... perché tutta questa premessa? Che c'entra la scimmia in un blog motociclistico?

Ora vi racconto la mia di scimmia, quella che mi sta appollaiata sulla spalla e sfrucuglia nelle orecchie, nel cervello e che potrebbe portarmi a fare gesti malsani....

Qualche giorno fa leggevo il resoconto di altri dissennati, malati cronici, ormai irrecuperabili che avevano caricato le moto e si erano andati a fare una gitarella fuori porta.

Mentre leggevo dei loro giri e vedevo le loro splendide foto mi si è accesa la lampadina di Archimede Pitagorico, il personaggio Disney....


 

"Perché non vado su internet e vedo quanto costa un traghetto per andare a Tunisi con Amelia? "
Detto fatto! Una brevissima ricerca mi dice che andare in Tunisia con la moto, per esempio prima di Pasqua, costa la sconsiderata cifra di 107 Euro. E 197 con zavorrina dietro.
Dico CEN-TO-SET-TE!!!!! 
Diamo un'occhiata ai documenti necessari....
Niente passaporto, basta la carta di identità e per guidare la patente italiana è sufficiente. Un'occhiata alla mia assicurazione e pure quella va bene. Non serve nemmeno il "Carnet de Passage" indispensabile in tanti posti.... e la benzina costa esattamente la metà che da noi!!!


In pratica potrei anche prenotare subito, caricare la moto ed andare....
Chi si fa montare la scimmia come me?
Non sarà il viaggio del sogno..... Però... A 'sti prezzi.....

27 febbraio 2013

Oggi sono nero…


27.02.2013 Oggi sono nero…

Fonte foto: comeittoogami.blogspot.com
A proposito di solidarietà motociclistica…..
Premetto che sono uno strenuo fautore del saluto in strada e dell’aiuto reciproco in caso di difficoltà.
Ogni volta che ho visto un collega centauro con il mezzo in panne mi sono prodigato nel mettermi a sua disposizione per trarlo d’impaccio. Sia quando ho spinto uno scooterista sul ritorno dal mare per buona parte della Cristoforo Colombo, sia quando ho spinto fino a casa un altro disperato fermo sul Raccordo Anulare, così come quando ho aiutato un altro sfortunato che era rimasto a secco con un GS1200. Oppure un motociclista romeno con tanto di tuta di pelle e missile sotto il sedere che s’era perso sulla Via Appia… così come... così come....
Questi sono solo gli esempi più recenti che ricordo, ma l'elenco è ben lungi dall’essere completo.
Non sono uno di quelli che tira dritto. Un motociclista fermo lo considero come un fratello in quel momento più sfortunato di me. Oggi è toccata a lui domani potrebbe toccare a me, come si dice... stiamo tutti sotto lo stesso cielo...
Non è sicuro che possa fare qualcosa ma almeno mi fermo e sento se posso aiutare in qualche maniera.
 
Ma giorni fa è toccata a me. Fortunatamente una cosa banale.
Via di Malafede angolo Via Ostiense diretto ad Ostia. Ho un paio d’ore e prima di andare al lavoro voglio andare a respirare un po' di aria di mare. La mancanza di sole e salsedine inizia a farsi sentire alla fine di un inverno lungo e piovoso. Velocità contenuta approssimandomi ad un incrocio abbastanza pericoloso. Strada in discesa. Quarta, terza. Faccio salire il propulsore su di giri per sfruttare il freno motore e non affaticare i freni. Il bicilindrico della mia Transalp si fa sentire con qualche benevolo borbottio. Ma già nella scalata sento nella frizione qualcosa che non va. Niente di percepibile, forse solo un’impressione. Tiro e lascio la frizione e sento qualcosa che non va proprio come dovrebbe. Sembra come se ci fosse stata un po' più di ruvidità nel cavo. Forse una sensazione, forse una premonizione. Con i freni abbasso i giri del motore e passo alla seconda.
Ma ecco che.....

La leva della frizione viene tutta indietro e non torna al suo posto. Metto in folle e mi fermo a pochi metri dall’incrocio.
Guardo sulla leva sinistra e vedo il cavo della frizione oscillare come una molla. Dal foro di ingresso vedo quello che rimane del cavo metallico che scorre dentro. Sembra come un albero in inverno che ha perso tutte le foglie e con i rami rinsecchiti squassati dal vento. 


Porca paletta! Ho rotto il cavo della frizione.
E adesso? Come faccio?
Di sicuro non ho con me un cavo di ricambio. Non me lo sono portato nei giri in Umbria e Sardegna o nelle tendate in montagna, figurarsi quando giro per Roma... Grande errore....
Certo che tornare a Roma senza frizione non è che sia il massimo....
Finché c'è poco traffico cambiare "a secco" e "ad orecchio" cercando di capire dal numero dei giri quando arriva il momento di cambiare marcia si potrebbe anche fare. Ma la strada è parecchia. Non posso escludere di trovare traffico e rimanere fermo tra le macchine... Ed in caso di una partenza in salita? Naaaaa... Impensabile!
Armeggio con il telefonino cercando da un amico che abita in zona una dritta su un meccanico vicino. Ma la cosa non è immediata....
Il tempo passa così come i motociclisti, sempre fratelli, pure se tirano dritto vedendo uno con la moto ferma a margine carreggiata mentre cerca di arrabattarsi con un cavo ribelle.
Ma allora la solidarietà motociclistica?
Già... La solidarietà motociclistica dove si trova? Su una pista nel deserto del Gobi? Su un passo di montagna? In città, o meglio, ai suoi margini come mi trovavo io, viene meno?
Sono stati questi i pensieri che mi sono turbinati in testa....

A voi è mai capitato di essere "soggetto passivo" di solidarietà motociclistica?

Com'è andata a finire con la frizione?
Alla fine un benzinaio mi ha indicato un meccanico ad un paio di chilometri che fortunatamente aveva un cavo da adattare.
Dieci euro, una incazzatura ed il mare non l'ho visto nemmeno da lontano.

Buona strada a tutti
 

17 febbraio 2013

Mamma mia che impressione!


Mamma mia che impressione!
L’altra sera rientravo a casa a piedi.
Come sempre, quando passo davanti al posto dove solitamente lascio Amelia, ci butto un occhio per vedere se è tutto a posto, se è ancora dove e come l'avevo lasciata.
Un po' come fa un padre che rientra a notte fonda. Apre la stanza dei bambini e guarda se è tutto ok. Li vede che dormono, gli lancia un bacio e va a dormire tranquillo che tutto è a posto.
E' una specie di riflesso condizionato. Non ricordo di essere mai rientrato senza averlo fatto. E una volta che ho verificato che è al suo posto, nessun pezzo mancante, il blocca disco è messo e l’antifurto è inserito, mi posso avviare tranquillo verso il portone.
Lei è lì, come l’ho lasciata e come spero di ritrovarla il giorno dopo.
Ma l’altra sera non è andato tutto così
Tornavo a casa e guardando nella sua direzione non la vedevo.
No forse l’ultima volta l’ho messa di fronte.
No non c’era nemmeno di là.
I posti dove la metto sono due, massimo tre, tutti nel raggio di pochi metri.
Guardo nel posto dove la metto più di rado ed anche quello era vuoto.
Il tempo si è fermato. In una frazione di secondo sono mi passati nella mente tutti i motivi per i quali non avrei potuto trovarla.
Avevo prestato la moto? Impossibile! Tranne il mio meccanico ed un paio di volte un giretto a mio cugino Amedeo, le mani su Amelia non le mette nessuno!!!
La moto mi era stata rimossa dalla Polizia Locale? Difficile. Non la metto mai in zona divieto e lì non c’è nessun cartello. Nemmeno lavori stradali urgenti che avessero richiesto il suo spostamento.
Non rimaneva altra ipotesi.
Era stata rubata. Orrore! Tragedia! Lutto! Disgrazia!
Fonte foto: imageshack.us
In un attimo ho ripercorso mentalmente tutti i due anni e mezzo che è stata con me. Dalla mattina del ritiro al concessionario, le corse al mare, le gite in collina, il viaggio in Sardegna, il viaggio futuro che stavo immaginando. Poi gli accessori montati, quelli che ancora non avevo installato. Le scritte in rifrangente che volevo applicare.
Eccetera eccetera eccetera.
Attimi infiniti di terrore…
Tornando al paragone dei bimbi sarebbe come trovare nella penombra il lettino vuoto senza nessuna traccia dei pargoli… ci pensate?
Con gli occhi sbarrati già mi immaginavo tutta la trafila. La denuncia alle autorità, all'assicurazione. Tutta la pratica per il risarcimento che tanto non accontenta mai.
Poi i giri nei posti dove l’avrebbero potuta portare per smontarla.
No magari già era su un furgone anonimo per chissà quale destinazione.
Forse era un furto su commissione e della povera Amelia era rimasto solo lo scheletro pronto per fare ruggine in chissà quale discarica abusiva.
Oppure era la bravata di qualche ragazzetto in cerca di adrenalina… rubare una moto per farci qualche giro e poi abbandonarla.
No, magari la ritrovavo parcheggiata dove non mi ricordavo. No no. Impossibile.
Ma la cosa peggiore per il futuro era quella di riconoscere la mia amata Bimba in ogni Transalp nera che girava per la strada. Controllare se c’è il piccolo adesivo sul cupolino, i pochi graffi sulla carena.
Poi, altro problema da non sottovalutare… e domani? Come vado a lavorare? Con i miei orari prendere i mezzi pubblici è una cosa improba…
E poi? Per quanto tempo sarei potuto rimanere senza una due ruote?
E cosa farmi? Rifarla uguale? Una Amelia II come una barca? Un mezzo simile? Cambiare completamente genere?
Ma, soprattutto… con quali soldi?
Attimi interminabili, credetemi.
Poi, come un lampo che squarcia le tenebre è arrivata l’illuminazione…
Fonte foto: it.123rf.com

Certo che la moto non c’era… Era dal meccanico!!!!!!


Fonte foto: memegenerator.net

Che tonto! Ma soprattutto… Che smaltita!!!!
E a voi? è mai capitato niente del genere?

15 gennaio 2013

Il viaggio del sogno Parte 1


Fonte foto: motoviaggio.wordpress.com
Chi non ha un viaggio del sogno?
Ognuno di noi motociclisti che non si accontenta di rimirare la propria moto, bella lucida fuori dal bar, ha più o meno nascosto dentro di se il proprio viaggio del sogno.
Sia esso il ghiaccio di Capo Nord, l’americanissima Route 66, le sabbie del Sahara, il misterioso Oriente, la Transiberiana, l’Australia,  l’Elefantentreffen, la Transamazzonica e chi più ne ha più ne metta, ognuno ha in fondo al cassetto quel viaggio per quale ci si sveglia la notte a pensare….
Voi quale viaggio del sogno avete?
Il mio? Dopo un piccolissimo assaggio con il mini mini viaggio in Sardegna di giugno 2012, prepotentemente mi è tornato su, un po’ come i peperoni il giorno dopo, un viaggio che tengo nascosto laggiù in fondo al cuore da più di vent’anni.
Roma Eilat (costa israeliana del Mar Rosso per chi fosse poco pratico della zona), con Amelia ovviamente.
Pazzo? Chissà… (Segue...)

06 gennaio 2013

Caldo? Freddo?

E' risaputo che la moto non è cosa da tutti.
Le scuse che accampano sono le più disparate
Chi "La moto non fa per me. Non mi potrei vedere tutto spettinato dopo che mi sono tolto il casco"
Chi "La moto? No non ho più l'età E' roba da ragazzini".
Chi "La moto? No grazie ho la macchina. Perché 4 ruote sono meglio di due"
Chi "La moto? No non me la faccio perché, mi conosco, ci correrei troppo"
Chi "La moto? Ma che sei matto? Con tutto lo smog che ti respiri..."
Chi "E dove mi metto la tavola da surf d'estate? E gli sci d'inverno?"
Chi "Non capisco chi si fa la moto perché sente che sta invecchiando"
Chi "La moto? No no ho troppo freddo d'inverno e troppo caldo d'estate"
...
E si potrebbe andare avanti all'infinito.... Bah...
Avrei una infinità di argomenti da esporre che ci si potrebbero scrivere libri interi...
Ma per la categoria dei freddolosi/calorosi la tecnologia israeliana ha messo a punto un gadget che fa per loro. Niente scuse!!!!



Troppo forti st'israeliani.... Date un po' un'occhiata qui
Ma vi faccio una promessa...  non monterò mai una cosa del genere su Amelia.



Parola di boy scout, anzi di halutzì

P.S. Grazie Raffa per la consulenza

23 maggio 2012

Hic Sunt Leones




Con questa espressione gli antichi, nelle loro cartine geografiche, indicavano quelle zone inesplorate del globo terracqueo. La frase era un monito agli eventuali esploratori. [http://fabriziocipollini.blogspot.it/2010/09/hic-sunt-leones.html ]
Della serie “se oltrepassate questi limiti sono affari vostri…”
Ma da che mondo è mondo tutti i limiti vanno passati e poi di leoni oltre quei confini non se ne sono trovati poi tanti…. Immaginate. Cosa sarebbe stato di noi se Colombo si fosse fermato alla Colonne d’Ercole? E se Marco Polo non avesse trovato la strada per il Catai? E se Cook avesse girato solo col pattino ai cancelli di Ostia? L’elenco potrebbe essere lungo e ve lo risparmio…

Ma veniamo ai fatti. Giungiamo al dunque prima di perdermi in divagazioni storico-geografiche che poi non sono altro che il pretesto per questo post….
Era un po’ di tempo che mi ronzava per la testa quest’idea… Farmi un giretto io ed Amelia nel parco archeologico dell’Appia Antica. Quasi tutti i giorni passo per Via di Fioranello e Via di Torricola ed ogni volta alla mia destra ed alla mia sinistra si apre una bellissima visuale. Il vecchio percorso dell’Appia Antica che con il suo basolato sotto e le fila di pini ai lati da una fuga prospettica mozzafiato.

Ma oggi non ho saputo resistere alla tentazione. Complice la bella giornata ed il fatto che ero in leggero anticipo sulla mia tabella di marcia mi sono avventurato oltre i leoni. Ho oltrepassato le Colonne d’Ercole della Regina Viarum e piano piano mi sono inoltrato in quella che fino a quel momento consideravo una zona proibita.
Ho fatto un salto indietro nel tempo. Con il motore al minimo per non disturbare la quiete del posto mi sono addentrato. Mi sembrava di stare in un’altra epoca. Se da dietro un pino fosse sbucata una biga con tanto di auriga al comando non mi sarei meravigliato più di tanto. In tutto il tratto percorso uniche presenze incontrate sono stati due stagionati podisti che probabilmente avevano avuto la mia stessa idea. Un salto nel passato.

Ma nonostante l’anticipo il poco tempo a disposizione era finito. Prometto di ritornarci.

18 maggio 2012

A volte capita....

"A volte capita, tenente Dan..."

Così faceva più o meno una battuta del famosissimo Forrest Gump alle prese con la naja in Vietnam.
Ma una cosa quasi insperata è capitata anche a me...

"Qual'è la targa della moto?" Mi domanda di sfuggita La mia zavorrina un pò di tempo fa. Io quasi sovrappensiero e senza far molto caso alla richiesta abbastanza insolita le snocciolo a memoria i sette caratteri. "Ma è più o meno di  200 di cilindrata?" mi chiede poco dopo di rincalzo. Ed io altrettanto distrattamente "La nostra Amelia è 700 di cilindrata. Perchè?" Le chiedo io... e lei "Niente niente....." e ritorna ad armeggiare dietro il PC.

Ora visto il periodo di denuncia dei redditi e poichè della cosa se ne occupa lei credevo fossero delle informazioni da inserire nella nuova dichiarazione. Alla cosa non do peso più di tanto....
Ieri si è svelato il mistero.... "Quanto ci metti a farti dare una settimana di ferie al lavoro?"
"Azz! che bolle in pentola?" mi sono chiesto. Tergiversando sulle difficoltà che mi avrebbero potuto fare e pensando alla mole di lavoro da finire prima dell'estate mi sono tenuto sul vago, rincalzando con un quasi terrorizzato "PPPerchè.....?"
"Tieni, questi sono per te, anzi per noi" mi dice porgendomi dei fogli.
Inforco gli occhiali, ormai gli anni si fanno sentire, e leggo quei fogli con la precisione di una pallina da ping-pong zoppa ed ubriaca caduta da un tavolo. Importo. Nuove strade. Tirrenia. Giugno 2012. Civitavecchia. Passaggio Ponte. Cagliari. Honda Transalp. Riorganizzo mentalmente la pagina, anzi la leggo con l'ordine dovuto... Tirrenia. Civitavecchia-Cagliari. Giugno 2012. Nave Nuove Strade. Passaggio Ponte. Honda Transalp. Importo.
Cazzarola! Ma è un biglietto per il traghetto???
No forse ho letto male. Rileggo tutto da capo. Non fa una piega. Faccio la prova del nove, rileggo dalla fine all'inizio.... Si è proprio il biglietto per la Sardegna, destinazione Cagliari.
"MMMa qqqqquesto cos'èèèèè??? Leggo bene?" chiedo balbettando.
"Ti eri dimenticato che ancora ti dovevo fare il regalo per il compleanno? Tanti auguri anche se in ritardo!"
"Si va bene, ma per dormire?" Azzardo io... "Nessun problema ho preso un appartamentino in affitto vicino Cagliari da una collega a prezzi  stracciati. Pensa solo a farti dare le ferie...."
Faccio immediatamente una telefonata all'ufficio del personale e parlo con la Dirigente con la voce melliflua tipo Bambi... Incrocio le dita. Pure quelle dei piedi. Ferie accordate.

Si parte!!!!!!!!!!!



24 aprile 2012

La buccia di banana

A chi non è mai capitato di scivolare su una buccia di banana?
Ovviamente non mi riferisco all'inciampare su quello che qualche persona poco educata ha lasciato in terra prima del nostro passaggio.
Bensì mi riferisco più al senso figurato della locuzione.
Il dizionario più o meno recita così "Rovinarsi per una sciocchezza, subire un danno per aver commesso un piccolo errore, come chi cade e si fa male calpestando una buccia di banana, molto scivolosa." Oppure "Buccia di banana: Ostacolo inatteso e apparentemente insignificante che invece provoca gravi danni a chi vi si imbatte". Oppure, aggiungerei io "Ostacolo prevedibile, da non escludere a priori, ma che viene sottovalutato dal malcapitato". Calza l'idea? Ora tutto questo cosa c'entra con il mondo delle moto?

Altra foto:
Via Appia Km 16.6 direzione Roma

E quest'altra? Cosa c'entra? "Ma che è diventato matto?" vi chiederete voi...
Ebbene le due immagini sono direttamente collegabili anche alla luce dell'introduzione fatta poco sopra.

I fatti.

Lo scorso ottobre, mentre procedevo su questo tratto di strada che conosco a menadito, con traffico sostenuto, mi sorpassa una moto il cui conducente mi indica qualcosa sulla ruota posteriore. Andavo piano e la fretta non era la solita. Credendo che fosse qualcosa di importante mi fermo subito. Anche se quella era la corsia di emergenza in fondo ero in (presunta) emergenza anch'io. E poi mi dovevo fermare solo un attimo per vedere cosa mi aveva indicato il collega centauro.
Non faccio in tempo a scendere da quel solco, è bastato un attimo di imperizia, e finisco a terra. Amelia si rigira e faccio 20 metri ruzzolando. Io e la moto. Vedo dal basso all'alto tutte le macchine che mi sfrecciano intorno, fanno zig-zag per evitarmi. Si ferma un automobilista ad aiutarmi. Tirandomi su mi dice, bianco in viso come un panno lavato "Sapessi che paura che ho avuto a vederti cadere....!" Ed io ancora in terra "Paura tu? Immagina io che le macchine mi sfioravano.....!". Mi ha aiutato a sollevare i 220 kg della cara amata e mi ha chiesto se avevo bisogno di altro aiuto o di un'ambulanza. Faccio un rapido check up. Tutto il lato sinistro dolorante ma (spero) niente di rotto. Il collo sembra ok, così come le mani. Lo ringrazio, lo saluto e risparisce nel traffico. Ora controlliamo la bimba.... Tutta la fiancata sx abrasa, poco male. Specchio sx rotto, vabbè. Provo a metterla a folle. Aiutooooooo! La leva del cambio era bloccata e si era arricciata come la coda di un maiale!!!
La leva del cambio a coda di maiale
La leva del cambio a coda di maiale










Subito si affollano nella mente scenari apocalittici. Avevo spaccato il cambio. Avevo grippato il motore (poi perche? boh, ma la paura fa 90!). La frizione funzionava. La tiro tutta e provo a spingere Amelia in un punto più sicuro dove le macchine non ti scartavetravano i gomiti. Ma pesa troppo. Mi fermo. Inizio a pensare. Ma cosa mi aveva voluto dire il solerte collega motociclista indicandomi la ruota posteriore? La controllo è gonfia. Faccio uno scanning a quello che avrebbe potuto vedere dalla sua posizione e......... non sto a ripetervi gli improperi e le parolacce che mi sono uscite. Mi indicava un pezzo di busta di plastica che si era impigliato alla molla del cavalletto!!!!!! Ed io a momenti mi ci ammazzavo! E non per la busta impigliata.... Faccio mente locale sul da farsi. Chiamo aiuto per il trasporto? Si ma chi chiamo? Il fido meccanico? Non ha un furgone. Un carro attrezzi? Dove lo trovo? Quanto mi costa? Mentre ero lì ad arrovellarmi sul da farsi ecco che arriva una pattuglia di motociclisti della Polizia Locale. Si fermano, vedono i danni alla moto e subito si informano su cosa fosse successo.
Dislivello e parte dei segni lasciati a terra
Ma soprattutto faccio caso a cosa effettivamente mi aveva fato ruzzolare. Un grosso dislivello tra due differenti posate di asfalto di circa 5 CM di altezza e lungo chilometri!!!! mi aveva fatto perdere il controllo dell'anteriore ed ero finito in terra. Fortuna che andavo pianissimo! Spiego i fatti ed indico i 20 metri di solco che avevo lasciato sull'asfalto. Da bravi motociclisti solidarizzano con me e mi chiedono se ho bisogno di aiuto, di un'ambulanza o di altro. Li ringrazio ma li invito a redigere il verbale di incidente, primo passo per tentare una richiesta di risarcimento. Ad uno di loro cosa sfugge dalla bocca? "EEEH! Ma questo dislivello è una cosa vecchia! Lo sai quante volte abbiamo scritto all'ANAS? Ma quelli.... Ancora devono intervenire..."
Constatazione dei danni
Finito il verbale mi vedono dolorante e mi invitano a farmi refertare all'ospedale. Si prodigano con il cambio che sembrava grippato ma per fortuna era solo la leva che era più dura del solito a causa della sua piegatura. E la mano dolorante più di tanto non riusciva.  Metto in moto. Tiro un sospiro di sollievo nel riascoltare il dolce borbottio del tranquillo bicilindrico e mi allontano insieme a loro. Per la cronaca poi sono andato all'ospedale e mi hanno dato 10 giorni di prognosi... Alla faccia dei due graffi...
Nei giorni successivi appuro che loro hanno fatto l'ennesima segnalazione all'ANAS e sapete che cosa è successo? Niente!!! A tutt'oggi la strada è ancora come ad ottobre. Torno nei loro uffici e la funzionaria mi dice che loro più che fare la segnalazione non possono fare altro. Pare che la strada, rifatta di recente, vada tenuta proprio così.
Ora io andavo piano così come il traffico intenso intorno a me e non mi sono fatto (quasi) niente. La moto dovrebbe avere un migliaio di euro di danni, scusate se è poco. Ma se fossi andato ragionevolmente più veloce? Se il tizio che mi ha soccorso non fosse stato così bravo da evitami? Ora non sarei qui a scrivervi se non grazie ed un medium in grado di parlare con l'aldilà. Altro che Amelia la strega che ammalia.... Ci vorrebbe la sensitiva Woopi Goldberg di Ghost
Ovviamente il dislivello era visibile e con un po' di perizia in più ne sarei potuto uscire indenne... Ed ecco qui la buccia di banana con la quale avevo aperto il post. Ma non è normale trovare le nostre strade disseminate di tali gialli involucri... E per non parlare delle buche, dei guardrail killer e delle strade urbane non illuminate... E chi più ne ha più ne metta. La lista potrebbe continuare all'infinito

Ora la mia domanda. E' mai possibile che in un paese normalmente civile come si potrebbe chiamare il nostro Belpaese si possano trovare delle strade con dei solchi simili? Non è criminale una tale gestione della viabilità e, di conseguenza, dell'incolumità pubblica? E che dire del muro di gomma di chi dovrebbe garantire noi e le nostre strade? Se ci scappa il morto? Si degnerebbero di una risposta? C'è bisogno delle corone, dei fiori e dei discorsi ufficiali per far muovere qualcosa?

Meditate gente meditate...
Buona strada a tutti. Col vento in faccia e con il sole dietro le spalle...